Aspettando i Doni della Morte parte I

lunedì 8 novembre 2010

Filastrocca: Lettera Dalla Befana

Questa è una filastrocca che ho scritto in un momento di discreto sconforto.
E' un po' particolare perchè me la sono immaginata pensando a quando, da piccolina, lasciavo un messaggio per la Befana accanto al letto. Così ho pensato cosa avrebbe potuto scrivermi lei avendomi vista in tutti questi anni di grande amore verso Harry Potter.
E' nata questa filastrocca a cui sono tutt'oggi molto legata, per quanto si tratti di una piccola cosa.
Scritta nella notte tra il 5 e il 6 gennaio 2009 h 24:22-2:20.
Tutto sotto il cut.

La befana in questa casa è passata per 20 anni,
ogni volta senza danni,
catturando grandi attese
per le magiche sorprese.
I primi dodici ha portato l’allegria,
l’innocenza, il sogno, la fantasia,
finchè il primo anno del nuovo millennio è passato
e il suo lavoro da allora è cambiato.
Perchè di quei sette dietro di te, (1)
ben quattro ne devi a me,
che in questa buia notte stregata
da te tredicenne sono arrivata,
lasciandoti due, ma in fondo tre doni (2)
che in te han scaturito bagliori e suoni.

La mia attività era redditizia,
ma, quattro anni dopo, s’era già sparsa la notizia:
di Harry Potter (ora il sesto) c’era il ritorno,
e pensarono bene di farlo uscire quel giorno.
Bene per loro, un po’ meno per me,
che con la mia scopa, assai vecchia ahimè,
dovetti trovare cento volumi
prima che l’Italia spegnesse i suoi lumi,
e consegnarli ad ogni bambino,
purchè fosse stato abbastanza bravino.
Ma quando iniziai a scorrer la mia lista
notai una cosa davvero mai vista:
la metà degli iscritti eran troppo cresciuti,
non eran per storie di bimbi occhialuti!
Tu, per fortuna, una tappa me l’hai risparmiata,
e il libro da sola ti sei comprata.
Potevo però io, che amo tutti i bambini,
e che li guardo da piccolini,
non passare da te pure
per vederti trascorrere feste sicure?

Quando stavo per atterrare,
mi ritrovo brusca a frenare:
inforcai gli occhiali in fretta…
sì, c’era la luce nella tua cameretta! (3)
Dormivi sempre, in passato, quand’ero venuta
Era buio ovunque, non l’avevo riconosciuta!
Da quanto tempo dormivi là, chi era riuscito
A renderti il sonno che lì odiavi gradito?
Arrivai alla finestra di soppiatto,
tenendo stretto al petto il mio gatto,
sbirciai tra i fori della tapparella,
curiosa di scoprir la lieta novella.
Stavi sul letto, coperta e seduta
tesa, immobile, del tutto muta,
le guance rosse per l’emozione,
la mano a sfiorare una pagina con attenzione.
Era con te, quel libro speciale,
a me così richiesto da non esserci eguale…
ma zittii la mia mente per guardare i tuoi occhi sognanti,
d’improvviso severi, poi dolci, agognanti
finchè sollevasti la testa, una silenziosa risata frizzante,
voltando lo sguardo che splendeva brillante:
la foto bella di tre ragazzini, (4)
così simili ai miei mille bambini,
che rispondevano al tuo allegro viso
con un sincero, acceso sorriso.
Sono certa che l’immagine fosse immobile, quella sera,
eppure tu le parlavi come fosse vera,
giocando, imitando, ogni tanto hai annuito,
come avessi ascoltato, condiviso e capito.
In quella sera ti ho vista cambiare, in poche ore sole,
crescere grazie a quelle parole,
le ho viste, con i miei poteri e la mia magia,
entrarti nel cuore per non andare mai via.
E sentii forte in me una certezza:
avevi ancora la tua insicurezza,
ma la guardavi con occhi migliori
molto più pronta a venirne fuori.
Mi scuso per non averti lasciato un pacchetto,
non sembravi vicina a uno stacco netto,
e ho preferito non interrompere e ripartire,
senza lasciarti un regalo da aprire.
Prima, però, mi sono concessa un diletto
e nella tua mente, scusami, ho letto:
c’era Magia, sogno, realtà,
amiche preziose e tanta lealtà.
Ho potuto lasciarti, mi allontanai dal muro,
lo avevo visto, eri più che al sicuro,
guidata da voci che non ti eri scelta
ma che ti avevano presa come fossi prescelta.

L’anno dopo sono tornata,
e ti ho trovata addormentata,
ma quello seguente ho rivisto la luce
che ancora una volta da te mi conduce.
Volevo vederti allegra e ridente
a parlare da sola – o a un sacco di gente? –
della passione più grande che avevi
e che contava nel mondo così tanti allievi.

Invece, bimba, che preoccupazione
quando ti ho vista in quella condizione:
un nuovo libro aperto, con la solita cura,
ma tu stretta nella tua paura,
a mezza voce rifugio chiedevi,
tremavi, accucciata, e piano piangevi.
Parlasti, triste, di un Ultimo Anno ormai iniziato,
vissuto, temuto e allora passato,
gli ultimi giorni in sua compagnia
prima di vederlo svanire via. (5)
Di chi dicevi non l’ho capito
finchè non vidi il tuo sguardo ferito
guardare la foto senza un lamento
ma con un dolore che ancor oggi sento…

Da allora ho fatto gli straordinari,
sei diventata una dei miei bimbi più cari,
tu e quel simpatico maghetto
di cui anche io, intanto, ho letto.
Ti ho vista provare, cadere, rialzarti,
piangere spesso e qualcuno aiutarti,
un poco arrendendoti, un poco affrontando
quella che “Crisona” stavi chiamando.

Il 2008 l’hai passato così,
e quest’anno vedo nel tuo cuore un “Sì”
il futuro che ami è quello cercato
che nel 2007 avevi lasciato.
Ora sei pronta a riportarlo in vita,
la tua lotta è in parte finita,
c’è adesso la parte più emozionante,
mantenere viva questa scelta importante.
Come te ho visto tanti miei bimbi imparare
da quei magici libri che vi han fatti sognare,
trovare amici, speranze, consigli
al punto da volerli trasmettere quando avrete dei figli.

Il tuo regalo quest’anno, tesoro,
è in quella scatolina “Stroili Oro”, (6)
con il suo messaggio segreto da infilare al dito…
… tranquilla, piccola, non vi ho mai tradito!

La storia, è vero, alla sua fine è arrivata,
ma anche voi fans l’avete creata,
i vostri progetti, storie, disegni
non son divenuti affatto meno degni!
La fiducia inspiegabile di certo esiste,
lo dico io, che di cose ne ho viste
e se la senti non chiederti perché
sii felice che abbia scelto te.

Ti mando, infine, un affettuoso bacino,
mentre, una mano sotto il cuscino,
stringi forte il tuo braccialetto di lana… (7)





… Buon 6 gennaio dalla tua amica
Befana!


NOTE:

1) "perchè di quei sette dietro di te": i sette libri di Harry Potter prima erano contenuti in un mobiletto un po' alle spalle del mio letto;
2) "lasciandoti due, ma in fondo tre doni": la Pietra e il Prigioniero mi sono arrivati per l'Epifania, la Camera non si riusciva a trovare in libreria ma l'ho comprato poco dopo, per i primi di febbraio avevo finito i 4 libri finora usciti e quindi considero anche la Camera come regalo dell'Epifania non ricordando il giorno esatto dell'acquisto;
3) "sì, c'era la luce nella tua cameretta": fino a che non ho amato Harry Potter al punto da stare bene in cameretta dove custodivo tutte le cose a tema, mi metteva tristezza dormire lì e ho passato quasi tutta l'infanzia dormendo nel lettone con i miei; Harry in qualche mese è riuscito dove i miei hanno fallito per 11 anni;
4) "la foto bella di tre ragazzini": è un'immagine di Harry, Ron e Hermione che avevo appesa all'armadio e a cui mi rivolgevo per commentare il libro mentre leggevo;
5) "gli ultimi giorni in sua compagnia/prima di vederlo svanire via": ho sempre sentito Harry con me come una presenza tangibile, quasi concreta direi, e ho sempre saputo che alla fine del settimo libro lui e questa Sensazione si sarebbero allontanati da me, Harry non poteva più seguire me, sapevo che avrebbe avuto la sua famiglia; ho sentito la nostra Sensazione svanire il 27 gennaio 2008 (il Giorno dell'Addio, alla fine dell'Ultimo Anno); questo non c'entra nulla con il dimenticarlo o con l'affetto che provo per lui, è semplicemente un modo di sentire, come se la persona a cui vuoi bene è seduta accanto a te oppure in un'altra città;
6) "è in quella scatolina "Stroili Oro"": prima che uscisse il settimo libro ho promesso a me stessa che se Harry fosse morto mi sarei fatta un tatuaggio (lui indelebile e immortale per me), mentre se fosse vissuto avrei messo una fedina (lui fedelmente nei miei ricordi e nella mia anima per sempre); ho aspettato un anno dalla lettura del libro per vedere se l'idea restava in me, perchè non fosse una scelta impulsiva, e la fedina è stata il mio regalo di quell'Epifania; la indosso da quasi 2 anni;
7) "stringi forte il tuo braccialetto di lana": è una collanina (che poi si è accorciata diventando una specie di braccialetto) fatta di filo rosso e giallo, ne ho realizzata una nuova ogni volta che la precedente si rovinava e la porto con me dovunque, tenendola sotto il cuscino la notte, da quasi 9 anni.

La mia magica fedina... con un segreto nel mio cuore e uno, più semplice, al suo interno (1° anniversario Giorno dell'Addio - 27 gennaio 2009)

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