Aspettando i Doni della Morte parte I

venerdì 12 novembre 2010

Le recensioni dei Doni... cioè... ah ah ah! XD

Ieri si è svolta la premiere dei Doni della Morte a Londra e oggi ecco pronte le recensioni.
Come sono?
Orrendamente ottime! O perfettamente schifate che dir si voglia!
Per noi fans però solo grandi notizie. Indovinate cose è stato criticato? Tutto tutto (aiutatemi a dire tutto...) quello che c'era nel settimo libro e che personalmente ho amato: l'insicurezza dei personaggi, il clima di terrore, gli ambienti cupi, il viaggio alla ricerca di Doni e Horcrux.
Chi vuole un Harry perfetto? Chi avrebbe amato la storia senza questi elementi?
Ma procediamo con ordine e venite con me a commentare queste "chicche" che per me (se non fossero state scritte come se fossero sterco di drago puro) sono state una vera manna dal cielo.


Iniziamo con l'egregio Giornalista Numero 1:
Il problema è: non c'è Hogwarts, non c'è struttura [...]
Ambientare il settimo libro a Hogwarts sarebbe stato come rappresentare i dissennatori nel terzo come tante ballerine rosa in tutù se non peggio.
Notiziona: il settimo libro non si svolge a Hogwarts. Spiacente che la cosa l'abbia turbato.
Emma Watson, come sempre, è la star: vivace, spontanea e mai eccessiva. La sua superiorità rende spiacevolmente "matriarcali" le scene con il trio: come se Hermione facesse da madre a due teenager goffi. [...]
Hermione è razionale e come tale cerca di mantenere la mente lucida e il senso critico. Come nel libro.
Le performance diseguali dei tre giovani attori sono l'inevitabile conseguenza della pressione esercitata sul film dall'eccessiva fedeltà ai libri della Rowling.
Eccessiva fedeltà... Il film si intitola "Harry Potter e i Doni della Morte" non "Liberamente ispirato a tre tizi di nome Harry, Ron e Hermione". Se vuoi fare il film dei Doni devi attenerti alla trama. Scusa se lo pretendiamo specie dopo "Harry Potter e i ruzzoli della fenice" e "Harry Potter e il principe di piccoli problemi di cuore".
La storia è complessa e ricca, ma su questa base non c'è alcuna giustificazione artistica per la divisione in due parti. Il film è confuso e sconnesso e troppo lungo... come il libro. E' pieno di digressioni senza capo né coda... come il libro.
La domanda  a questo punto sorge spontanea: Ma lo hai letto... il libro? Alzi la mano il fan che arrivato all'ultimo volume lo ha trovato troppo lungo!
E' un prequel troppo lungo per il vero evento, quello del 2011. [...]
Credo che l'autore sia maschio. Senza 'na bella scazzottata non ce se diverte...
Ma Yates fa il suo lavoro con bravura e inventiva. Punta su temi adulti: un Ministero maccartista, il fervore fascista dei Mangiamorte. Espande con intelligenza gli elementi horror del Prigioniero di Azkaban: insetti spaventosi, incubi sudati, tortura, omicidio... [...] Rickman - la cosa migliore della saga - sfrutta al meglio il poco tempo che ha. Ma l'indulgere di Yates nelle scene di seconda unità (tramonti da screensaver, languidi voli in elicottero sopra panorami degni della brochure di un'agenzia di viaggi) non fanno che enfatizzare il vuoto che c'è al di sotto.
Eh il vuoto qui sta da tutt'altra parte mi sa...
Semplicemente, non c'è abbastanza materiale per riempire 150 minuti. Potter ha premuto il pulsante "pausa".
Io invece ho la netta impressione che, dopo la (meno)pausa del 5° e 6° film finalmente si rischiaccia il tasto PLAY.

Andiamo all'egregio Giornalista Numero 2:
Diverso da tutti i film precedenti, e quindi sconcertante. I veri fuochi d'artificio arriveranno con il gran finale di luglio. La principale preoccupazione sembra essere quella di seguire il libro più fedelmente possibile
Eh già, i film sono effetti speciali, scene d'azione o piccanti. Perchè soffermarsi addirittura su una trama?!
obbligando i tre giovani attori a reggere il film da soli, senza il sostegno dei personaggi secondari. La parte più coinvolgente è quella in cui i ragazzi vanno al Ministero.
Altra notizia del secolo: nel settimo libro Harry, Ron e Hermione sono da soli. La cosa mette tristezza e ansia, ci fa capire i rischi che corrono e com'è il clima nel mondo magico, e li fa sentire vicini a noi (almeno per quanto mi riguarda).

Giornalista Numero 3:
Divertente e frustrante in egual misura.  [...] L'impressione è: molte promesse e pochi risultati, e un'esperienza cinematografica un po' scarna. Radcliffe, Grint e Watson offrono le loro migliori interpretazioni finora, soprattutto quando litigano; ma poi la trama rallenta perché l'intreccio si complica troppo.
Esatto, l'intreccio è complicato. Come nel libro. A una seconda rilettura sto seguendo la trama molto meglio. Ma direi che la storia del cinema ha visto inghippi ben più gravi, e Harry Potter (a differenza degli altri) non crea intrecci giusto per poi dirti alla fine "Ah no fesso in realtà ciò che tu credevi profondo è un'omelette aliena" o simili.
Alla ricerca degli Horcrux e dei Doni della Morte, il trio vagabonda qua e là senza mai sapere davvero perché.
Altro aspetto del libro che adoro. Quando ho finito il sesto ho pensato "come faranno a trovare gli Horcrux? Io sarei persa al loro posto..."
Anche loro sono persi. E i loro coetanei (e non solo) non possono non capirli.
E' difficile per il pubblico immedesimarsi in protagonisti che non sanno bene cosa fare, quindi la parte centrale del film è noiosa.
Riprendiamo dal punto precedente.
Difficile? Ma l'esatto contrario!
Come avremmo reagito se Harry dopo aver montato la tenda si fosse alzato e avesse detto "Allora andiamo a Hogwarts e trucidiamo sette o otto mangiamorte, poi tutti a farci una pinta ai Tre Manici, e infine seguiamo il mio GPS, ci condurrà dritti da Voldie e lo ucciderò con la mia bacchetta laser!"
Harry non è mai stato un eroe epico, e se lo fosse magicamente diventato nell'ultimo libro, in condizioni precarie e a 17 anni sicuramente lo avrei odiato.
Migliora un po' con la comparsa di Xenofilius Lovegood, e con la commovente scena in cui Harry e Hermione danzano insieme. Ma queste sequenze sono circondate da lunghe scene di esposizione che tentano di dar conto di una trama complicata. Si arriva a una specie di gran finale a Villa Malfoy, e poi una conclusione malinconica, in stile L'Impero colpisce ancora: ma se in Guerre Stellari era chiaro dove fossero il bene e il male, qui c'è  più ambiguità, e la conclusione risulta frustrante.
Allora il problema non è Harry Potter.
Il problema è la nostra realtà, che il mondo di Harry Potter rispecchia.
E' facile nei film togliere l'ambiguità (e il realismo). Non si può dire lo stesso della nostra società ed è al mondo comune, Babbano, che la serie si rivolge pur essendo ambientata nella magia, invitandoci a pensare.
Chi sono i buoni e chi i cattivi?
Le guerre sono giuste? Chi ha ragione e per quali motivi?
Nel mondo reale bene e male non sono scissi, sono punti di vista più o meno condivisibili e spesso difficili da separare.
Un adolescente può capirlo in un libro di Harry Potter ma un adulto non lo capisce in un film?
Tutti gli attori sono bravissimi, soprattutto Jason Isaacs, Bill Nighy e Rhys Ifans. Alan Rickman appare solo all'inizio, ma per fortuna lo vedremo molto di più nella Parte II.
Il film comunque riesce a creare un'atmosfera di tensione, ad alzare la posta in gioco per tutti i personaggi: a dare l'impressione che si tratti davvero di una questione di vita o di morte.
In effetti è evidente nel libro che è una questione di vita o di morte...
Risente però di una mancata focalizzazione, della natura episodica della parte centrale, che espone senza pietà le macchinazioni intricate della trama.
La trama è intricata. Che c'è di male in questo?
E poiché ovviamente manca una vera risoluzione della storia, l'impressione che rimane è di una certa insoddisfazione. Non è assolutamente un brutto film, ma sembra un film incompiuto.
Tutti gli spettatori sanno che il settimo libro non ha 24 capitoli.
Tutti gli spettatori sanno che quel "Parte I" non sta lì per bellezza.
Indi tutti gli spettatori, si spera, si aspettano che la storia non si concluda.

Giornalista Numero 4:
Un titolo migliore per il film sarebbe stato: "Hermione si mette al volante". E' lei a portare avanti il film, ipnotica con il suo carattere tranquillo, metodico e pragmatico. E' piena di grinta. [...] Il film dura 146 minuti: non è il più lungo della serie, ma sono certo che un incantesimo avrebbe potuto farne sparire almeno venti minuti. [...]
E aggiungerne altrettanti. Il materiale nel libro c'è e sono sicura che qualcosina qui e là sia stata tagliata, è anche normale. Non si sarebbe annacquato per pochi minuti in più.
Il ristretto lasciatelo per il caffè o il sugo, non su Harry Potter per piacere.
Nagini darà gli incubi a tutti i bambini e anche a parecchi adulti. 
Sarebbe finalmente il caso di spostare Harry Potter dal reparto bambini delle librerie dopo l'uscita del settimo (e anche dal quarto/quinto in poi a mio parere). Non è un libro per bambini. E non deve essere un film per bambini.

Questi i miei pareri.
E i vostri?

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